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Cronaca di una Morte Musicale Annunciata: La Lenta Agonia dell'Album di Willy Peyote

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Mi è stato "caldamente" consigliato "un disco assurdo". La mia innata curiosità mi ha messo in posizione di ascolto, e ho chiesto subito chi fosse l'artista. Ecco, lì ho per un attimo assunto la posizione di difesa, semplicemente perché per un motivo o per un altro ho avuto modo di avere a che fare con il suo materiale. Anatomia di uno schianto prolungato si presenta infatti con la consueta, stucchevole pretesa concettuale di Willy Peyote: fare da specchio critico alla società usando l'ironia come grimaldello, fallendo però miseramente sotto il profilo squisitamente tecnico in un mare di prolissità e pesantezza formale. L'elemento che aggredisce subito l'orecchio è l'eccesso grottesco dell'arrangiamento: l'album è letteralmente asfissiato da un'impalcatura ridondante e pretenziosa di archi e fiati che, anziché arricchire il tessuto armonico, satura il mixaggio creando un insopportabile e confusionario "effetto polpe...