Quando la Musica Abbandona la Poesia
È un mondo difficile. E anche sfiancante. Chi scrive, però, non si arrende alla mediocrità, e mantiene un occhio vigile, che non vuole essere una semplice lente d’ingrandimento ma un vero e proprio sismografo. Per misurare quando la parola è viva, quando scuote le coscienze, quando “agisce” sul mondo modificandone le frequenze, e quando invece è morta, ridotta a un ronzio di sottofondo per consumatori distratti. Se applichiamo questo criterio all’industria musicale italiana contemporanea, il tracciato dell’elettroencefalogramma è inesorabilmente piatto. Viviamo l’ennesimo periodo storico in cui una verità emerge con prepotenza: la Musica (questa musica) NON è Poesia. È un paese delle meraviglie luccicante, progettato per soffocare l’arte vera e l’artista autentico sotto una montagna di plastica sonora. Per comprendere il collasso attuale, la logica ci impone di guardare alle fondamenta su cui si regge questo circo. Le Radici del Male (una volta erano i Fiori del Male, ma qu...