RECENSIONE GRANDI CLASSICI: In the Court of the Crimson King
Pubblicato nell'ottobre del 1969, In the Court of the Crimson King non si configura come un semplice debutto discografico, ma come l'atto formale di codifica di un nuovo vocabolario sintattico per la musica popolare britannica. I King Crimson di Robert Fripp operano una cesura netta: esautorano del tutto la matrice blues d'oltreoceano per applicare il rigore formale della composizione di derivazione europea e l'interplay del jazz modale a una strumentazione di stampo rock. La produzione, curata dalla stessa band ai Wessex Sound Studios di Londra, restituisce un suono stratificato e tridimensionale che definisce i canoni acustici dell'incipiente rock progressivo. Il manifesto programmatico di questa operazione è la traccia d'apertura, "21st Century Schizoid Man". Strutturata su una macro-forma A-B-A, la composizione si apre con un riff all'unisono in 4/4 dalla marcata connotazione heavy, ancorato a una scala pentatonica minore sporcata ...