Il Bagliore Oscuro di 'Lights' degli Archive
Questa è l'analisi di una catarsi siderale. Un'opera monumentale come la Full Version (di oltre 18 minuti) di "Lights" degli Archive è scolpita a fuoco nella memoria di chiunque viva la musica non come semplice intrattenimento, ma come esperienza immersiva. Ci sono brani che non si limitano a farsi ascoltare, ma esigono di essere abitati: "Lights", title track e manifesto programmatico dell'album del 2006 del collettivo londinese, non è una semplice canzone, ma un'architettura sonora di stampo brutalista, un monolite di apparentemente infinito che sfida le leggi del mercato discografico per riabbracciare un'estetica dilatata, figlia del krautrock più cerebrale e di un post-rock di matrice elettronica dove gli Archive non scrivono musica, bensì costruiscono un paesaggio mentale. Dal punto di vista prettamente tecnico e compositivo, il brano è una masterclass nella gestione della tensione la cui struttura rifiuta la canonica forma-can...