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LET IT BE dei BEATLES: Il Disco di Vetro: Il Canto del Cigno tra Caos e Bellezza

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A cura di Alessio Miglietta "Let It Be" non è un semplice disco, ma il testamento sonoro, talvolta lacerante e talvolta euforico, di una band che stava imparando a dirsi addio mentre cercava disperatamente di tornare a casa, trasformando il fallimentare progetto "Get Back" in un'opera postuma rifinita dal tocco controverso e orchestrale di Phil Spector. L'apertura è affidata a **Two of Us**, una ballata folk-rock acustica dove le voci di Lennon e McCartney tornano a intrecciarsi in quella perfetta simbiosi che aveva definito i loro esordi; tecnicamente il brano brilla per il gioco armonico e per la linea di basso eseguita da George Harrison sulla chitarra, regalando un momento di dolcezza agrodolce che sa di libertà e malinconia. Segue **Dig a Pony**, catturata durante il celebre concerto sul tetto della Apple, un brano che esibisce il lato più scarno e bluesy del gruppo: il testo è un nonsense tipicamente lennoniano, ma l'esecuzione è potent...

GRANDI CLASSICI: Recensione di AFRICA dei TOTO

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Pubblicato nel 1982 come traccia conclusiva dell'album *Toto IV*, "Africa" rappresenta non solo l'apice commerciale della band californiana, ma un vero e proprio saggio di ingegneria acustica e perfezionismo formale che ha ridefinito i confini del pop-rock orchestrale. Tecnicamente, il brano è costruito su una sezione ritmica di una complessità stratificata, nata dall'ossessione di Jeff Porcaro per il groove perfetto: il leggendario batterista, insieme al percussionista Lenny Castro, creò un loop organico registrando meticolosamente ogni colpo di grancassa, rullante e percussioni (tra cui congas, marimba e shaker) su nastri separati, ottenendo una poliritmia fluida che emula un battito cardiaco meccanico ma profondamente umano. Il tappeto armonico è dominato dai sintetizzatori Yamaha GS1 e CS-80, che tessono trame sonore sognanti, culminando nel celebre assolo di tastiera di David Paich, il cui timbro cristallino evoca l'esotismo immaginato del con...

THE STROKES e il Nuovo Singolo. Un’Eco Persistente tra le Due Sponde dell'Atlantico

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Il nuovo singolo dei The Strokes, "Falling Out of Love", si presenta come un reperto archeologico di inestimabile valore per comprendere la genesi del suono che ha ridefinito il rock del nuovo millennio, muovendosi su un crinale tecnico fatto di essenzialità e urgenza lo-fi. A livello tecnico, il brano è un saggio di minimalismo garage: la chitarra procede per arpeggi secchi e riverberi polverosi, mentre la batteria mantiene un incedere metronomico, quasi ipnotico, che lascia tutto lo spazio alla vocalità di Julian Casablancas. La voce, filtrata attraverso quel tipico effetto "citofono" che è diventato il marchio di fabbrica della band, oscilla tra una rassegnazione indolente e una vulnerabilità cristallina, evitando virtuosismi per concentrarsi su una narrazione quasi parlata, profondamente intima. Emotivamente, il pezzo è intriso di una malinconia urbana che non cerca la catarsi, ma si crogiola in una sorta di stasi sentimentale; è la colonna sonora di...

L'Eredità Poetica del Grunge: Dai Nirvana a Oggi

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Quando nei primi anni '90 la scena di Seattle esplose a livello globale, il mondo della musica subì uno shock tellurico le cui scosse di assestamento si avvertono ancora oggi. Il grunge non è stato semplicemente un sottogenere del rock caratterizzato da chitarre distorte e camicie di flanella; è stato un profondo riposizionamento culturale e, soprattutto, una rivoluzione poetica. Ha spazzato via l'edonismo patinato e l'eccesso estetico degli anni '80 per fare spazio a un'urgenza espressiva cruda, vulnerabile e profondamente disillusa. Ecco un'analisi di come la poetica del grunge abbia ridefinito il modo di scrivere e vivere la musica, dai Nirvana fino alle generazioni contemporanee. La Frattura: Dall'Eccesso all'Introspezione. Fino alla fine degli anni '80, il vocabolario del mainstream rock era dominato dall'esaltazione machista, dal successo, dalle feste e dall'escapismo. Il grunge capovolse questo paradigma. La nuova poetica d...

🖊 🎶 È NATO IL NUOVO LETTERATURA ROCK MAGAZINE! 🎸📚

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Recensioni, articoli, approfondimenti e molto altro Il rock non è mai stato solo "musica". Non è mai stato solo un insieme di accordi distorti o un ritmo che batte in levare. Fin dalle sue origini, il rock è stato narrazione, ribellione poetica, filosofia di vita. È stato, a tutti gli effetti, una forma di letteratura moderna scritta sulle corde di una chitarra. Per questo motivo, dopo l'esperienza del canale YouTube LETTERATURA ROCK TV e del blog, ho deciso che era giunto il momento di dare a questa visione una casa ancora più grande, più densa, più profonda. È con orgoglio (e un pizzico di emozione) che annuncio la nascita di LETTERATURA ROCK MAGAZINE. Perché un Magazine? In un’epoca dominata dal consumo rapido, dai video di 15 secondi e dalle news "mordi e fuggi", sentivo il bisogno di creare uno spazio dove il tempo si ferma. Un luogo dove non ci si limita a scorrere una tracklist, ma dove si scava dentro le parole, si analizzano i contesti socia...

⭐️ Proponi il tuo progetto a LETTERATURA ROCK MAGAZINE ⭐️

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⭐️ Proponi il tuo progetto a LETTERATURA ROCK MAGAZINE ⭐️  ◇ CARI AMICI ARTISTI, AUTORI, POETI, MUSICISTI, CANTAUTORI E ROCKBAND: QUESTO MAG E L'OMONIMO CANALE YOUTUBE VUOLE DARVI UN AIUTO NELLA DIVULGAZIONE DEI VOSTRI PROGETTI EDITI, ovvero SILLOGI POETICHE, RACCOLTE, EP, ALBUM. È prevista anche una video-intervista sul canale YouTube LETTERATURA ROCK TV  https://youtube.com/@alessiomigliettaautore ✉️ SCRIVETEMI, PER MAGGIORI DETTAGLI, A letteraturarock@outlook.it Grazie. Alessio Miglietta

La recensione di Gian Carlo Lisi per il brano DELLA RARA OSTINAZIONE DEL RESPIRO di ALESSIO MIGLIETTA

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A cura di Gian Carlo Lisi  https://www.buonasera24.it/news/ DELLA RARA OSTINAZIONE DEL RESPIRO di ALESSIO MIGLIETTA La vita non è un enigma posto per essere risolto, ma l'accanita persistenza di un cuore che batte ancora, un meccanismo balordo, tuttavia di una precisione straordinaria, e noi qui a tentare di dare un senso in ciò che è puro avvenimento. Non esiste un disegno celato da decifrare in fretta, solo il ciclo ostinato del sole che torna ogni volta. L'uomo si illude di avere una mappa o forse una bussola, cammina e calpesta l'ombra lunga di ciò che fu, cerca il proprio nome scritto sulle pietre del mondo, ignorando che l'identità è il mutare di ogni istante, il volto nuovo che compare nello specchio di un mattino. Il vero prodigio non abita tra le nuvole del credo, risiede nel gesto automatico di chi non contempla la ragione, la perfetta, inattesa armonia di una routine ottusa. È in questa coerenza muta che il mistero si nasconde, un grumo denso e ma...

BRUTALITÀ E POLITICAMENTE SCORRETTO di Alessio Miglietta

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L'Abbonamento all'Anima (e altre truffe del nostro secolo). Guardatevi. Io vi vedo, e non c’è spettacolo più triste di questo: un’umanità che si crogiola nella sua stessa merda, convinta di star scalando il monte dell’evoluzione mentre affonda in una palude di ignoranza, ipocrisia e mediocrità. Questo non è progresso, è una farsa. Siamo diventati una mandria di pecore emotive, pronte a belare al primo segnale di indignazione prefabbricata. Cristo, quanto vi piace indignarvi. Ma non di quell'indignazione vera, quella che richiede palle, coraggio e sacrificio. Quella si è estinta come il buon senso. La vostra indignazione è un accessorio, come un paio di occhiali da sole in una giornata nuvolosa: inutile, ma fa scena. Vi indignate sui social, con quei vostri post pieni di moralismo e hashtag del cazzo, e poi tornate a scrollare TikTok come se niente fosse. Vi indignate per il patriarcato, il politically correct, i diritti delle formiche. Ma sapete cosa? Non ve ne ...

HO RIASCOLTATO ... "LED ZEPPELIN 4"

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LETTERATURA ROCK L'album "Led Zeppelin IV", noto anche come "Zoso", "Four Symbols", "The Fourth Album" o semplicemente "Untitled", è uno dei più iconici lavori dei Led Zeppelin, uscito nel 1971. È un punto di riferimento nel rock, avendo influenzato innumerevoli artisti e generazioni di ascoltatori. L'album si apre con "Black Dog", notevole per il suo ritmo irregolare e le potenti linee vocali di Robert Plant. Segue "Rock and Roll", un inno energico che richiama le radici rock'n'roll della band. "The Battle of Evermore" presenta la cantante folk Sandy Denny, l'unica volta in cui una voce esterna si unisce a quella di Plant in un brano dei Led Zeppelin. Il capolavoro indiscusso dell'album è "Stairway to Heaven". Con i suoi cambiamenti progressivi dal folk acustico al rock elettrico, è diventato uno dei pezzi più celebri della storia del rock. La seconda metà dell...

Contro La Cosmesi del Nulla: Il Totale Fallimento del “Folletto” Letterario nei Salotti

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Esiste un silenzio particolare che precede l’inizio di certe serate nei salotti letterari contemporanei. Non è il silenzio gravido di chi sta per ricevere una rivelazione, ma quello asettico di chi sta per assistere a una televendita travestita da evento imperdibile. In queste stanze, dove l’ossigeno è rarefatto dalla mutua compiacenza, la parola non è più un organismo vivo, ma un accessorio di moda. Se applichiamo il criterio dinanimista, la diagnosi è impietosa: stiamo assistendo a un vero e proprio funerale culturale.  La Parola ha necessità di essere Azione. Non parliamo di "bellezza" calligrafica o della metrica corretta come fine a sé stessa. Esso osserva il "processo". La domanda non è "Cosa ha scritto l’autore?", ma "Da quale necessità è stata strappata questa parola e quale trasformazione è capace di innescare?". La poesia vera è un atto di Movimento ed Evoluzione che incide nel reale attraverso tre vettori fondamentali: la ...

CRONACHE DEL DISAGIO: IL MONOLOGO DEFINITIVO di Alessio Miglietta

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Sapete qual è il vero problema? Non è che il mondo sta finendo. È che sta finendo in modo così noioso e, al tempo stesso, così rumoroso. Siamo tutti bloccati in questo gigantesco buffet "All You Can Eat" di ideologie, nevrosi e fluidi corporei, e nessuno ha la decenza di chiudere la bocca mentre mastica. Guardatevi intorno. Siamo diventati tribù. Tribù di scimmie ammaestrate che si lanciano insulti digitali. Da una parte abbiamo per giunta i No-Vax. I paladini della libertà costituzionale che hanno fatto la terza media copiando dal compagno di banco e ora si sentono dei piccoli Galileo perché hanno visto un video su YouTube montato da un paranoico in un seminterrato. "Non metto quella roba nel mio corpo!", urlano, mentre si accendono la ventesima sigaretta del giorno e mangiano un würstel che contiene il 4% di carne e il 96% di disperazione suina e antibiotici scaduti. Volevano essere lupi, sono finiti a essere pecore che belano contro altre pecore, solo...

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RADIO ITALIA SOLO MUSICA DI MERDA #2

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C’è chi parla di nuova scena italiana come se fosse una rinascita. In realtà è un cimitero luminoso dove i morti ballano con l’autotune addosso. Ogni settimana un singolo nuovo, ogni mese un duetto inutile, ogni anno un premio per la perseveranza nel nulla. La radio li passa come se fossero preghiere laiche, ma non salvano nessuno. Anzi, affogano il gusto in un mare di rime pigre e produzioni da discount emotivo. E così, ecco il bollettino di guerra della musica italiana contemporanea: venti canzoni, venti cadaveri vestiti da hit. 1. Achille Lauro – Senza una stupida storia E infatti: senza storia, senza melodia, senza pudore. Solo un travestimento emotivo dove la teatralità sostituisce l’arte. Achille, la croce non la porti: la indossi come accessorio vintage. 2. Annalisa feat. Marco Mengoni – Piazza San Marco Due voci di cristallo dentro un bicchiere d’acqua tiepida. Venezia affonda, ma loro cantano come due turisti in gondola sponsorizzata da Spotify. 3. Tommaso Paradiso...

IL GIORNO DEL GIUDIZIO UNIVERSALE, di Alessio Miglietta [monologo]

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Era il giorno del giudizio universale. Il tempo aveva da tempo fatto il suo tempo. Era troppo forte per morire, e troppo debole per vivere. Cercava un colpo per farla finita, perché morire così, quando si è già morti dentro, probabilmente non avrebbe fatto troppo male. Non riusciva più nemmeno a dormire. Non voleva più aspettare l'indomani per rinascere, rimandava continuamente di un giorno. Uno per uno, ha costruito i propri fantasmi con la maestria di un artigiano, gli ha dato la vita, li ha posizionati sulla sua strada, gli ha dato delle armi per poterlo colpire. Gli è sembrato di fare sempre un passo avanti, e due indietro: le sinapsi non riuscivano a far focalizzare un'immagine che pareva ripetuta, sovrapposta su altre centinaia simili. E questa gli chiedeva di correre, e correre, per ottenere anche un solo attimo di gioia, affinché il tramonto fosse alle spalle, e l’alba si poggiasse alla base del giorno dopo, quasi a far leva. Ogni cosa gli girava intorno e l...

LA RAGION PURA DEL CAZZO: AUTOPSIA DI UN SUICIDIO ELEGANTE, di Alessio Miglietta [monologo]

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Viviamo nell'epoca della Ragione Pura. Non quella di Kant, quel vecchio parruccone di Königsberg che si illudeva di trovare le fondamenta universali del pensiero nell'architettura della mente umana. No, quella era roba per uomini che avevano il tempo di passeggiare e pensare. La nostra è una Ragione Pura distillata, purificata da ogni scoria di pensiero critico, di profondità, di silenzio. È la Ragione del Pollice, la logica inappellabile dello scroll infinito, l'imperativo categorico del doppio tap. Questa nuova ragione è un trionfo. Ha colonizzato ogni anfratto della nostra esistenza con la promessa democratica del Nulla: tutti possono dire la loro, a patto che la loro sia una cazzata di massimo 280 caratteri o un balletto demente di quindici secondi. È la democrazia del vuoto pneumatico, dove il coglione e il premio Nobel hanno lo stesso peso: un like. Anzi, il coglione vince, perché ha meno pudore a mostrare le proprie miserie. I. Il Confessionale Digitale e...

L'ULTIMA LIBERTÀ, di Alessio Miglietta [monologo]

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Sapete qual è l’ultima vera libertà che ci è rimasta? No, non è la democrazia, quella è un talent show con troppi concorrenti. Non è la libertà di parola, che di solito finisce con te che vieni licenziato. E non è nemmeno il diritto di scrollare l'apocalisse su TikTok alle tre di notte. Signori e signore, l’ultima, incontaminata libertà si consuma nel silenzio della propria stanza, tra il letto sfatto e lo schermo del cellulare a bassa luminosità. L'ultimo atto di ribellione è la masturbazione. Perché il sesso, quello vero, quello con un'altra persona – Dio ce ne scampi – è diventato un'industria. È il capitalismo applicato ai genitali. Devi vendere bene il tuo prodotto, devi fare marketing sui social con foto in cui sembri una persona che fa sport e ha letto almeno la trama di un libro. Devi gestire il customer care, migliorare la performance, leggere le recensioni non scritte negli occhi dell'altro. È diventato un'ansia da prestazione con giudici i...

La Descrizione di uno Stile Nuovo: Alessio Miglietta

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Alessio Miglietta non scrive per consolare. Le sue parole non sono carezze, sono schegge: schegge di specchi incrinati che riflettono il volto di un’epoca esausta. In lui non c’è la quiete da antologia scolastica, non c’è il rifugio delle metafore addomesticate: c’è un rifiuto netto, un bruciare le mani pur di non stringere il guanto dell’abitudine. È un autore che si muove nella zona grigia fra poesia e maledizione, fra narrazione e confessione. Se la lirica italiana contemporanea spesso indossa l’abito buono delle rime addolcite, Miglietta indossa invece una giacca strappata, con le tasche piene di silenzi, veleni e visioni. La sua parola è verticale, un taglio netto che separa i vivi dai sonnambuli. Il suo Poema Nero sembra un grido lanciato contro il conformismo, e non a caso ricorda le voci che hanno fatto della ribellione una religione: Pasolini per il furore morale, Bukowski per la sporcizia necessaria, Alda Merini per la febbre dell’anima. Ma Miglietta non è epigono...