Il sole nucleare di un’ANIMA LATINA: l’uragano di Lucio Battisti in un viaggio oltre il tempo
Immergersi nell’ascolto di Anima Latina di Lucio Battisti significa oggi più che mai compiere un atto di rivoluzione sensoriale che spazza via la polvere dell’inerzia melodica per abbracciare quella che possiamo definire la massima espressione del pensiero dinanimista applicato alla forma-canzone: un’opera dove il movimento cinetico del ritmo si fonde con la profondità ancestrale dello spirito in un abbraccio che non conosce tregua. Lucio Battisti, in questo capolavoro del 1974, non si limita a comporre musica ma scatena un campo di forze magnetiche dove la voce smette di essere il piedistallo dell’ego per farsi strumento tra gli strumenti, affogata nel mix come un sussurro sciamanico che emerge tra le pieghe di una percussività magmatica e primordiale. È qui che la potenza lirica di Mogol tocca vertici di astrazione purissima, liberandosi dalle catene del racconto lineare per farsi immagine, profumo e vibrazione, trasformando l’Anima Latina in un territorio psicogeografico...