ANTICO MISTERO di Alessio Miglietta
Cammino nel grigio perenne di un’ombra cronica, laddove il petto è una cella ascetica, un altare muto, dove la mente esige il rigore della geometria e sputa sul dogma, sul santo, sul rito venduto. Io cerco la prova del ferro, il solco del vero, mentre il mio cuore consuma, da solo, il suo antico mistero: la brama di un’anima che vaghi libera e fiera, quando la morte, infine, diviene tregua e preghiera. Poi l'urto. La calca sbadata della carne stradale, una spallata distratta nel flusso del mondo animale. Tutto vacilla nell'attrito della fretta sovrana, ma sopra il mio costato una forza si ancora, pagana. Un minuto — o un millennio — di sosta assoluta, mentre la terra si scuote e la gente saluta. È una dervìscia della notte, una scheggia di fumo, ha ali di velluto cupo, sdegnose d'ogni profumo. Striature di bruno e di lutto, venature di terra, come la buccia dei boschi che il freddo disserra, e rari puntini di zolfo, o d'oro bagnato, stelle fossili impresse...