PAOLO BENVEGNÙ, recensione #2, "ORLANDO": I Campi in Fiamme, L'Amore e l'Assenza
Traccia tra le più intime e struggenti dell'album Earth Hotel , Orlando si erge come uno dei vertici assoluti del cantautorato di Paolo Benvegnù, un inno in cui il rigore tecnico e la devastazione emotiva si fondono in un valzer crepuscolare. Sotto il profilo armonico e strutturale, il brano sceglie la classica e ipnotica misura del cosiddetto tempo ternario (3/4), cullando l'ascoltatore attraverso delicati accordi di pianoforte e una tessitura acustica che rievoca la solennità introspettiva della miglior scuola cantautorale italiana, pur mantenendo la cifra stilistica sospesa e dilatata, quasi metafisica, tipica dell'autore. L'impalcatura lirica nasce da una potente visione allegorica: i "campi di grano bruciati" della Basilicata post-raccolto, osservati dall'autore durante un viaggio, diventano la metafora pulsante dell'opera, dove l'incendio non è annientamento, ma un mezzo doloroso per fare spazio, per azzerare e cercare una rinas...