Laringe in fiamme e stadi pieni: la spietata verità sull'anti-cantante Ultimo
Non occorre un orecchio assoluto per accorgersene, basta un orecchio qualsiasi purché funzionante: Ultimo ha trasformato il più grande limite della musica pop italiana contemporanea — la totale assenza di tecnica vocale — nella sua principale cifra stilistica. Spezziamo pure una lancia a suo favore per onestà intellettuale: come autore di ballate pop melodrammatiche ha indubbiamente un fiuto commerciale notevole, sa costruire ganci melodici semplici, immediati, perfetti per essere cantati a squarciagola sotto la doccia o in auto. Ma la scrittura è un conto, l'interpretazione vocale è un altro, e quando Niccolò Moriconi abbandona la protezione della produzione in studio e prova a fare il cantante, la realtà dei fatti emerge in tutta la sua spietata chiarezza, ponendoci di fronte a un esecutore privo di voce, di estensione e di qualsiasi nozione fondamentale di canto. Il successo di Ultimo si fonda infatti su un grande equivoco acustico e psicologico che fa presa su un pu...