L'ECCIDIO DELLA MUSICA ITALIANA: NOVE SCIMMIE CON LA MACCHINA DA SCRIVERE E IL TRIONFO DEI LOBOTOMIZZATI
Siamo arrivati all'apoteosi del grottesco, a quel punto di saturazione fisiologica in cui l'industria discografica italiana, con l'ennesima vomitevole vetrina di Sanremo 2026, ha deciso di defecare direttamente sui timpani di un'intera nazione, consacrando una prassi che va avanti da almeno un decennio ma che ora ha raggiunto vette di inenarrabile follia clinica: presentare in gara una canzonetta di tre minuti scarsi scritta da sei, otto, addirittura nove fottuti autori. Ma io mi domando e vi domando, con la bava alla bocca e i capillari degli occhi esplosi per lo sdegno: vi pare minimamente normale una mostruosità del genere? Fisicamente, meccanicamente, come cazzo se lo dividono il testo nove cristiani adulti e, si spera, vaccinati? C'è il perito balistico delle vocali, l'ingegnere strutturale delle consonanti e lo specialista in appalto esterno che si occupa esclusivamente di piazzare gli "skrrt" e i "baby" al momento giusto, m...