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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

BRUTALITÀ E POLITICAMENTE SCORRETTO di Alessio Miglietta

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L'Abbonamento all'Anima (e altre truffe del nostro secolo). Guardatevi. Io vi vedo, e non c’è spettacolo più triste di questo: un’umanità che si crogiola nella sua stessa merda, convinta di star scalando il monte dell’evoluzione mentre affonda in una palude di ignoranza, ipocrisia e mediocrità. Questo non è progresso, è una farsa. Siamo diventati una mandria di pecore emotive, pronte a belare al primo segnale di indignazione prefabbricata. Cristo, quanto vi piace indignarvi. Ma non di quell'indignazione vera, quella che richiede palle, coraggio e sacrificio. Quella si è estinta come il buon senso. La vostra indignazione è un accessorio, come un paio di occhiali da sole in una giornata nuvolosa: inutile, ma fa scena. Vi indignate sui social, con quei vostri post pieni di moralismo e hashtag del cazzo, e poi tornate a scrollare TikTok come se niente fosse. Vi indignate per il patriarcato, il politically correct, i diritti delle formiche. Ma sapete cosa? Non ve ne ...

HO RIASCOLTATO ... "LED ZEPPELIN 4"

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LETTERATURA ROCK L'album "Led Zeppelin IV", noto anche come "Zoso", "Four Symbols", "The Fourth Album" o semplicemente "Untitled", è uno dei più iconici lavori dei Led Zeppelin, uscito nel 1971. È un punto di riferimento nel rock, avendo influenzato innumerevoli artisti e generazioni di ascoltatori. L'album si apre con "Black Dog", notevole per il suo ritmo irregolare e le potenti linee vocali di Robert Plant. Segue "Rock and Roll", un inno energico che richiama le radici rock'n'roll della band. "The Battle of Evermore" presenta la cantante folk Sandy Denny, l'unica volta in cui una voce esterna si unisce a quella di Plant in un brano dei Led Zeppelin. Il capolavoro indiscusso dell'album è "Stairway to Heaven". Con i suoi cambiamenti progressivi dal folk acustico al rock elettrico, è diventato uno dei pezzi più celebri della storia del rock. La seconda metà dell...

Contro La Cosmesi del Nulla: Il Totale Fallimento del “Folletto” Letterario nei Salotti

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Esiste un silenzio particolare che precede l’inizio di certe serate nei salotti letterari contemporanei. Non è il silenzio gravido di chi sta per ricevere una rivelazione, ma quello asettico di chi sta per assistere a una televendita travestita da evento imperdibile. In queste stanze, dove l’ossigeno è rarefatto dalla mutua compiacenza, la parola non è più un organismo vivo, ma un accessorio di moda. Se applichiamo il criterio dinanimista, la diagnosi è impietosa: stiamo assistendo a un vero e proprio funerale culturale.  La Parola ha necessità di essere Azione. Non parliamo di "bellezza" calligrafica o della metrica corretta come fine a sé stessa. Esso osserva il "processo". La domanda non è "Cosa ha scritto l’autore?", ma "Da quale necessità è stata strappata questa parola e quale trasformazione è capace di innescare?". La poesia vera è un atto di Movimento ed Evoluzione che incide nel reale attraverso tre vettori fondamentali: la ...