Ma quale CANTO D'AMORE... il nuovo strazio acustico di Angelina Mango (con la complicità di Marco Mengoni)
Ci sono momenti, nell’ascolto critico, in cui il confine tra l’espressione artistica e il prodotto da catena di montaggio si fa non solo labile, ma del tutto inesistente. Canto d'amore , l'ultimo, superfluo e inutile parto del mercato discografico italiano a firma Angelina Mango e Marco Mengoni, è la perfetta e desolante rappresentazione di questo abisso. Siamo lontani anni luce da quel cantautorato impegnato, ma anche da un pop (se proprio vogliamo) di qualità, o da qualsiasi fervore elettrico, artistico, vero, che scavava davvero nell'animo umano. In questa traccia non c'è traccia delle tensioni emotive di qualunque grande cantante o autore che si rispetti (infatti parliamo di ricchi mestieranti), né di chitarre affilate e urgenti. C'è solo plastica, un vuoto stantio mascherato da sentimenti preconfezionati a uso e consumo delle playlist e dei brand commerciali di turno. Angelina Mango continua a surfare sull'onda di un non meglio definito genere...