COME TI RADO AL SUOLO LA CLASSIFICA SETTIMANALE DI RADIO ITALIA. L'ITALIANO MEDIO È UN POVERO LOBOTOMIZZATO
Ecco la classifica di Radio Italia dal 16 al 22 agosto 2026, opportunamente demolita brano per brano. Un viaggio al termine della pazienza radiofonica, tra ritmi latini di plastica e banalità da villaggio turistico:
#1 Merk & Kremont feat. Serena Brancale, The Kolors - Partenope
Un minestrone di artisti buttati a caso nel calderone per mungere il cliché napoletano. Più che "Partenope", è una pizza all'ananas sonora progettata a tavolino.
#2 Gaia - Bossa nostra
L'ennesimo insano tentativo di spacciarci ritmi sudamericani annacquati per finta eleganza avanguardista. "Noiosa nostra", semmai.
#3 Tommaso Paradiso - Agitare coca cola
Il titolo svela la sua inossidabile routine di scrittura creativa: agitare nostalgia anni '80 a caso, aggiungere un po' di zucchero e servire il tutto rigorosamente sgasato.
#4 Emma, Fabri Fibra - Antidroga
Un'accoppiata che fa passare la voglia persino di accendere la radio. Il titolo sembra solo un pretesto per una rima banale che credevamo morta e sepolta nel 2006.
#5 Pinguini Tattici Nucleari - Sorry scusa lo siento
Tre lingue diverse per chiedere giustamente perdono all'ascoltatore per l'ennesimo motivetto indie-pop sciapo, inoffensivo e identico a tutti i precedenti. Scuse non accettate.
#6 Noemi, Vito Salamanca - Tu cosa fai questa sera
Cosa faccio stasera? Sicuramente mi assicuro di evitare questo duetto soporifero che puzza di scarto delle selezioni di Sanremo di quindici anni fa.
#7 Angelina Mango con Marco Mengoni - Canto d'amore
La fiera dell'acuto non richiesto e dell'emotività forzata. Un concentrato di melassa vocale ingegnerizzato in laboratorio per far piangere le zie disperate.
#8 Sayf feat. Bresh - Parlar d'amore
Ecco la quota rapper/urban che si ammorbidiscono e cercano disperatamente la hit sentimentale. Originalità non pervenuta, sbadiglio assicurato.
#9 Samurai Jay - Flamenco paranoia
La vera paranoia viene a noi ascoltando questa roba. L'ennesimo ibrido pseudo-esotico per chi non sa più dove sbattere la testa musicalmente per racimolare stream.
#10 Achille Lauro - La città degli angeli
Un altro sermone glam-rock da discount. Gli angeli avranno sicuramente cambiato residenza, o quantomeno il CAP, pur di non doverlo più sentire pontificare.
#11 Jovanotti, Alfa - Buon vento
L'eterno Peter Pan della musica italiana incontra il suo clone da Generazione Z. "Buon vento" sì, speriamo veleggino il più lontano possibile dalle nostre orecchie.
#12 Francesco Gabbani - Summer funk
Il titolo dice "funk", la canzone probabilmente è la solita sagra del ballo di gruppo ammiccante con un ritornello che ti si attacca addosso come il sudore in metropolitana a Ferragosto.
#13 Juli, Biagio Antonacci - L'ultima canzone
E lo speriamo vivamente, Biagio, che lo sia. Una supplica silenziosa che, purtroppo, sappiamo già verrà crudelmente disattesa dal prossimo singolo.
#14 Fabio Rovazzi feat. Arisa, Nino D'Angelo - La costiera Amalfitana
Il mostro di Frankenstein dell'estate. Un mash-up di nomi talmente trash, calcolato e artificiale da far sinceramente rimpiangere l'invenzione della registrazione audio.
#15 Madame - M'ama non m'ama
La fiera del mugugno incomprensibile applicato al gioco della margherita. Spoiler: l'ascoltatore dotato di udito, al momento, non t'ama.
#16 Fred De Palma, Anitta, Emis Killa - La testa gira
Gira la testa, ma per i conati. Il solito reggaeton plastificato e preconfezionato, perfetto per ragazzini che inalano colla in discoteca il giovedì pomeriggio.
#17 Irama - Cabana
L'anima dannata e tormentata che si arrende e si butta sull'immancabile ritmo estivo per pagare le bollette. "Cabana" sembra il posto perfetto in cui rinchiudersi per isolarsi acusticamente dal mondo.
#18 Cioffi - CARMELA
Un titolo tutto in maiuscolo per provare a urlare e compensare l'assenza totale di idee. Sembra più il nome di una zia invadente che di una canzone da ricordare.
#19 Blanco - Los Angeles
I finti ribelli crescono e sognano la California. Risultato? Suona esattamente come l'hinterland bresciano, ma con un surplus di autotune e urla sguaiate.
Vai sereno a Los Angeles, e restaci.
#20 Ultimo - Romantica
Che sorpresa incredibile: Ultimo che fa il depresso al pianoforte lamentandosi in maniera "romantica". Una lagna così monocorde e prevedibile che persino i tasti del pianoforte chiedono pietà.
Scorrendo questa classifica, emerge un quadro clinico allarmante: non siamo semplicemente di fronte a una transitoria "brutta annata" o a una questione di gusti personali, ma al collasso sistemico della creatività in favore dell'ingegneria algoritmica.
La musica, che nei decenni passati ha saputo essere uno specchio acuto della società e una sintesi brillante di cultura popolare, si è ridotta a un inoffensivo rumore di fondo. È ormai un bene di consumo usa e getta, levigato in ogni spigolo per non disturbare in alcun modo l'ascoltatore distratto al supermercato o nel traffico.
Considerando questa omologazione totale di cui le radio si fanno orgogliosamente megafono, credo che la responsabilità maggiore sia delle etichette discografiche che impongono questi prodotti ingegnerizzati, ma soprattutto del pubblico che si è assuefatto smettendo di pretendere qualità ascoltando questa merda.
In bocca al lupo.
Alessio Miglietta
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