La recensione di Gian Carlo Lisi per il brano DELLA RARA OSTINAZIONE DEL RESPIRO di ALESSIO MIGLIETTA


A cura di Gian  Carlo Lisi, da https://www.buonasera24.it/news/controverso/919486/poesia-del-giorno.htmlhttps://www.buonasera24.it/news/


DELLA RARA OSTINAZIONE DEL RESPIRO di ALESSIO MIGLIETTA

La vita non è un enigma posto per essere risolto,
ma l'accanita persistenza di un cuore che batte ancora,
un meccanismo balordo, tuttavia di una precisione straordinaria,
e noi qui a tentare di dare un senso in ciò che è puro avvenimento.
Non esiste un disegno celato da decifrare in fretta,
solo il ciclo ostinato del sole che torna ogni volta.
L'uomo si illude di avere una mappa o forse una bussola,
cammina e calpesta l'ombra lunga di ciò che fu,
cerca il proprio nome scritto sulle pietre del mondo,
ignorando che l'identità è il mutare di ogni istante,
il volto nuovo che compare nello specchio di un mattino.
Il vero prodigio non abita tra le nuvole del credo,
risiede nel gesto automatico di chi non contempla la ragione,
la perfetta, inattesa armonia di una routine ottusa.
È in questa coerenza muta che il mistero si nasconde,
un grumo denso e magnifico di quotidiana presenza.
Quando infine giunge ciò che chiamiamo la conclusione,
si comprende con chiarezza abbagliante, senza scampo,
che ogni respiro fu un furto, un'appropriazione indebita,
e ogni parola detta è un monumento alla fragilità.
La cecità vera fu non vedere, fu non guardare a fondo,
la pioggia incessante che cade identica su ciascuno.
Non c'è un verdetto finale, una sentenza o una verità,
c'è solo la necessità brutale di essere qui ora.
Il grande paradosso è la nostra ineluttabile permanenza,
un debito di esistere che si paga con l'assurdo.
L'uomo è la misura esatta della sua caduta certa,
eppure, coltiva il fiore, s’ostina a vederlo crescere.
È questo il solo scandalo, la grande, unica meraviglia,
la vita, nient'altro, e una manciata di versi a darle corpo.

RECENSIONE

C'è un'idea molto potente in questo testo: la vita non è un puzzle complicato da completare, ma semplicemente qualcosa che accade, giorno dopo giorno, senza un libretto delle istruzioni. Spesso ci perdiamo a cercare significati profondi o mappe segrete, dimenticandoci che la vera magia sta nel fatto che, nonostante tutto sia fragile e destinato a finire, continuiamo a muoverci e a fare le solite cose con una forza incredibile.

Attraverso la riflessione di Alessio Miglietta si percepisce chiaramente la voglia di smascherare le nostre illusioni, quelle che ci fanno credere di essere padroni del tempo o della nostra identità. Il testo suggerisce che non serve cercare risposte nel cielo o in grandi teorie, perché il senso profondo sta nella testardaggine di chi si alza ogni mattina e accetta la sfida di esserci, accettando anche l'assurdo di questa condizione.

Le immagini che scorrono mettono insieme la durezza di una caduta sicura con la bellezza di chi, malgrado tutto, decide di piantare un fiore. Il ritmo è serrato e non lascia spazio a facili consolazioni, descrivendo l'esistenza come un debito che paghiamo vivendo. È un invito a guardare in faccia la realtà per quella che è: una faccenda brutale ma anche l'unica vera meraviglia che abbiamo tra le mani, da onorare con poche, sincere parole.

Ci si ritrova a riflettere su quanto sia strano questo nostro restare aggrappati a ogni istante, come se fosse un tesoro rubato al nulla. Tutto il discorso ci porta verso quella consapevolezza abbagliante del finale, dove ci rendiamo conto che lo scandalo più grande è proprio questa nostra forza che ci fa dire che ogni respiro fu un furto, un'appropriazione indebita, eppure continuiamo a respirare forte.

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