L'Eterno Ritorno del Destino: IN THE STARS, il nuovo singolo dei ROLLING STONES

L'ascolto di "In The Stars" conferma che la macchina rock 'n' roll più longeva del pianeta non ha ancora finito il carburante. Primo formidabile estratto dal loro imminente venticinquesimo album in studio (ventisettesimo per il mercato USA) "Foreign Tongues", previsto per il 10 luglio 2026, il brano ci consegna dei Rolling Stones sorprendentemente vigili e graffianti, impreziositi dalle percussioni e dalle chitarre addizionali del polistrumentista Andrew Watt.

La Struttura Sonora e l'Approccio Tecnico

Musicalmente, "In The Stars" gioca abilmente con la dinamica dell'attesa e dell'esplosione. L'apertura è volutamente fuorviante: si fa strada un solenne motivo di pianoforte accompagnato da cori celestiali che sembrano presagire una pacata ballata dal sapore country. L'inganno dura un istante, spezzato da un incisivo rullato del batterista Steve Jordan, prima che Keith Richards faccia irruzione con una classica progressione di tre accordi. È un ingresso immediato che riecheggia in modo prepotente il DNA di capolavori immortali come "Start Me Up" e "Brown Sugar", rimettendo subito il brano sui giusti binari rock. Da qui, le chitarre di Richards e Ronnie Wood ingaggiano il loro consueto dialogo fatto di fraseggi blues ruvidi, mentre il ritornello si espande improvvisamente grazie a un massiccio muro vocale di sottofondo che addolcisce l'impatto e dona alla canzone un respiro enorme e accattivante.

Destino, Whiskey e Decadenza: L'Impatto Emotivo e Testuale

Dal punto di vista lirico ed emotivo, Mick Jagger regala un testo sdoppiato e vibrante. Da un lato, c'è un'immersione totale nell'iconografia blues del fato ineluttabile, un perfetto omaggio alla mitologia di artisti come Robert Johnson. I versi dipingono immagini dal sapore cinematografico, parlando di persone che cercano la fortuna girando una carta ("turn of a card") o gettando vecchi dadi in un bicchiere di whiskey ("bones in a whiskey glass"). È la presa di coscienza di una "mano pesante" ("heavy hand") superiore che altera i piani umani, lasciando tutto, per l'appunto, "scritto nelle stelle". Dall'altro lato, la seconda strofa rivela un'affilata presa di posizione sociopolitica: Jagger si scaglia contro i mali del mondo moderno, denunciando una nube velenosa ("poisonous cloud") e giudici in toga che amministrano cinicamente la legge con i loro timbri ("rubber stamps).

Il Verdetto

"In The Stars" non cerca di reinventare la ruota, ma dimostra perché gli Stones continuino a dettare legge. In un'epoca satura di produzioni sintetiche, ascoltare l'energia di questa band ha l'effetto liberatorio di una scossa vitale. È la testimonianza di artisti che padroneggiano la materia in modo quasi istintivo, intrecciando l'anima fangosa e bluesy delle loro origini con una potenza che si farà sicuramente sentire in un immenso stadio moderno.

Alessio Miglietta

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