HO AVUTO LA PAZZA IDEA DI RISCRIVERE "PERDUTAMENTE" DEL POVERO ACHILLE LAURO. ORA È UNA CANZONE VERA.


Ricostruzione di un Testo: La mia collisione frontale con Perdutamente di Achille Lauro

A cura di Alessio Miglietta


Un lamento di plastica ristagnava nell'etere. Perdutamente di Achille Lauro mi è scivolata addosso come un motore ingolfato, un battito asfittico, privo della vertigine della bellezza, svuotato di ogni reale slancio poetico. La mediocrità è un freno a mano tirato sull'anima, un affronto al movimento del pensiero, e io mi rifiuto categoricamente di viaggiare a passo d'uomo.

Ho impugnato la penna come un bisturi elettrico. Non potevo tollerare quella stasi, quell'assenza cronica di classe. Ho smontato l'impalcatura opaca del testo originale, strappando via i detriti della banalità. Dove c'era un sussurro rassegnato, ho iniettato carburante ad alti ottani. Dove mancava l'estetica, ho forgiato versi taglienti e rime autentiche, come acciaio in corsa.

La mia riscrittura non è un semplice restauro, è una deflagrazione. Ho accelerato il ritmo del cuore, ho costretto le sillabe a scontrarsi, a generare scintille, a danzare sui fili dell'alta tensione. Ora la traccia brucia, vibra, scatta in avanti divorando l'asfalto della banalità.

Ho restituito a un'idea appassita l'urto frontale del sublime. Non ci si può fermare a contemplare le rovine del pop o la lentezza del gusto contemporaneo: bisogna travolgerle, ricostruirle in volo e incendiarle di nuova, furiosa poesia.

DOVEROSA INTRODUZIONE:

Mi sono fottuto il cervello probabilmente, e quindi ho pensato non solo di farmi violenza acustica ascoltando questo aborto musicale e radiofonico, ma anche di riscriverla come cristo comanda. Non importa che sia in cima alle classifiche, fa semplicemente cagare ed è inconcepibile che si gridi al capolavoro, che si porti a Sanremo (seppur il peggiore della storia), e che venga definita un inno.
Non è una questione soggettiva, ma è un brano oggettivamente orribile, che non merita nemmeno la dedica al peggior nemico. Purtroppo appare evidente quanto la gente non abbia gusto, oppure si merita questo e basta. In ogni caso ecco a voi le due versioni, quella "ufficiale" (del Thom Yorke di borgata ripulito, come si definisce, visto che si ispirerebbe ai Radiohead...) e quella che ha la poesia dentro (del sottoscritto).



GIOCHINO DEL GIORNO, STILE SETTIMANA ENIGMISTICA: SCOPRI LE DIFFERENZE.



"PERDUTAMENTE"

Compositori: Daniele Nelli / Federica Abbate / Lauro De Marinis (Achille Lauro) / Matteo Ciceroni / Simon Pietro Manzari

Ho visto un uomo morire per gli altri, eh
Mentre il sole accarezza i palazzi, oh, no, no
Una donna far cose da pazzi
E sentirsi piccola, così piccola
Persone passano senza guardarsi, eh, oh, no
Vivono insieme ma per consolarsi, oh, no, no
Se fosse facile poi perdonarsi
Finirebbe la musica
Ma che vita stupida
E lo so, lo so, lo so, si può cadere
Ma non so, non so, non so, non so per quanto poi
E lo so, lo so, lo so che può accadere
Aspettarsi una vita e poi
E se bastasse una notte, sì, per farci sparire
Cancellarci in un lampo come un meteorite
Sì, godersi l'impatto e non ci importa la fine
Se si incendia lo spazio, amore, abbassa il tettino
Perdutamente, siamo in mare aperto
Perdutamente, è già mattino presto
Se mancasse una notte, voglio un nuovo vestito
Se per Dio siamo niente, di niente, di niente
Un fuoco d'artificio
Chi nasce ricco, chi sa accontentarsi, e chi no
E chi sa amare fino ad ammalarsi, ancora un po'
Ragazzi in strada a morire per farsi
Per sentirsi liberi, soltanto più liberi
E se bastasse una notte, sì, per farci sparire
Cancellarci in un lampo come un meteorite
Sì, godersi l'impatto e non ci importa la fine
Se si incendia lo spazio, amore, abbassa il tettino
Perdutamente, siamo in mare aperto
Perdutamente, è già mattino presto
Se mancasse una notte, voglio un nuovo vestito
Se per Dio siamo niente, di niente, di niente
Ed ogni notte c'è chi
Poi vorrebbe soltanto una donna
Ed ogni giorno c'è chi
Dice basta, ed a casa non torna
Ed ogni volta c'è chi
Ha sempre i soldi per spingersi in fondo
E chi va avanti così, fino al punto in cui non c'è ritorno
E se bastasse una notte, sì, per farci sparire
Cancellarci in un lampo come un meteorite
Sì, godersi l'impatto e non ci importa la fine
Se si incendia lo spazio, amore, abbassa il tettino
Perdutamente, siamo in mare aperto
Perdutamente, è già mattino presto
Se mancasse una notte, voglio un nuovo vestito
Se per Dio siamo niente, di niente, di niente
Un fuoco d'artificio



PERDUTAMENTE
Riscrittura di Alessio Miglietta


Ho smarrito il rosario tra i vetri rotti,
cercando un altare nel tuo sguardo assente.
Siamo cenere d'oro in queste notti,
idoli stanchi, bruciati per niente.
Hai dipinto di noia le nostre paure,
scambiando il mio sangue per un'illusione;
non restano che queste stanze oscure
e un battito sordo che perde ragione.
E non mi serve il clamore del mondo
per dirti che stiamo toccando il fondo.
La vera tragedia non ha un sipario,
è un vizio ostinato, è un salto nel vuoto,
un calice amaro.
Perdutamente.
Senza una rotta, senza più appigli,
naufrago cieco tra i tuoi sbadigli.
È un fuoco di ghiaccio che brucia la mente,
lasciarsi cadere... perdutamente.
Siamo re nudi, spogliati del vanto,
e questo è l'abisso che chiamano incanto.
Inutile fingere che sia destino,
è solo uno schianto vestito da festa.
Ho versato l'assenzio nel nostro vino
per vedere alla fine che cosa ci resta.
L'asfalto che brilla, la fine del gioco,
un bacio strappato che sa di veleno.
Ci siamo promessi di bruciare nel fuoco,
ma stiamo morendo di freddo, più o meno.
Perdutamente.
Senza una rotta, senza più appigli,
naufrago cieco tra i tuoi sbadigli.
È un fuoco di ghiaccio che brucia la mente,
lasciarsi cadere... perdutamente.
Siamo re nudi, spogliati del vanto,
e questo è l'abisso che chiamano incanto.
E sfuma il trucco, si spegne il rumore.
Di tutta sta farsa non resta che un'ombra.
Perdutamente... o forse soltanto,
l'ennesima scusa per questo mio schianto.

© Alessio Miglietta


MORALE DELLA FAVOLA:

Cari poverini e sopravvalutati Achille Lauro, Daniele Nelli, Federica Abbate, Matteo Ciceroni e Simon Pietro Manzari ... andate a lavorare. Vi prego a nome di tutti gli autori meritevoli. Cambiate mestiere. Cinque persone per creare una robetta simile non necessariamente vale una medaglia sul petto. Non è motivo di talento, tantomeno di orgoglio, ve lo assicuro. E non sono nemmeno sicuro che arricchisca il proprio curriculum. Lasciate stare, per pietà.
Con disistima.

Alessio Miglietta

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