WHAT'S THE STORY? MORNING GLORY: L'Elettricità del Respiro degli Oasis


Nel momento esatto in cui i primi accordi graffiano l'aria, non è semplice suono quello che si sprigiona, ma un organismo vivo e pulsante che respira a pieni polmoni l'umidità delle strade e la trasforma in pura energia elettrica. Questo disco del 1995 non si ascolta semplicemente, lo si attraversa mentre lui attraversa noi, come una forza della natura che si fa materia vibrante, un battito cardiaco amplificato che accelera e spinge ogni cosa verso l'avanti senza mai voltarsi. Le chitarre ruggiscono come motori caldi pronti a scattare, le percussioni scandiscono il tempo di una marcia vitale e inarrestabile, mentre la voce tagliente diventa il vento che sferza il viso in corsa. È un vortice sonoro che assorbe la malinconia e la spara via sotto forma di luce abbagliante, un paesaggio metropolitano che improvvisamente prende vita, dove i lampioni sembrano osservarti e i marciapiedi accompagnano i tuoi passi con il loro respiro ruvido. In mezzo a questa spinta incessante, a questa corsa meccanica e al tempo stesso profondamente organica, emergono frammenti di umanità cruda che si aggrappano all'anima, come quando una voce ti sussurra "Slip inside the eye of your mind" (Scivola dentro l'occhio della tua mente), invitandoti a trovare un centro di quiete nel mezzo della tempesta in movimento. L'album è un ecosistema autonomo in cui ogni traccia alimenta la successiva, dove il rumore della città diventa una sinfonia romantica e spietata, capace di fermare il tempo pur muovendosi a una velocità vertiginosa: "Slowly walking down the hall, faster than a cannonball" (Camminando lentamente lungo il corridoio, più veloce di una palla di cannone), un paradosso stupendo che racchiude l'essenza di un corpo immobile scosso da un'energia interna esplosiva. E quando la velocità sembra concedere un attimo di tregua, è solo per scavare ancora più a fondo nel tessuto vivo delle emozioni, rivelando il peso della gravità invisibile che ci portiamo addosso con versi di una lirica tagliente e disarmante come "Bound with all the weight of all the words he tried to say" (Vincolato da tutto il peso di tutte le parole che ha cercato di dire). Ogni parola, ogni assolo, ogni colpo di piatto non è mai statico, ma un muscolo teso che scatta, un circuito che si chiude e scintilla, ricordandoci che la vera essenza della musica non è registrare un momento, ma farlo vivere, correre e respirare eternamente nel presente, trasformando un semplice disco di plastica e metallo in un cuore caldo che batte all'unisono con il nostro.

Alessio Miglietta 

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